Il Gran Libro d’Ore d’Anna di Bretagna è senza dubbio l’opera maestra della pittura francese, com’è giusto che sia se parliamo di un manoscritto dedicato a chi fu regina di Francia per ben due volte, in sposa a Carlo VIII e Luigi XII.
Questo codice racchiude veri e propri dipinti tra i suoi fogli invece delle tipiche miniature di questo tipo di libri. Jean Bourdichon dipinse quasi cinquanta scene a tutta pagina incorniciate in oro sul fondo della pergamena tinta in nero. Queste miniature sono paragonabili a dipinti su tavola o tela, non solo per via delle dimensioni ma anche per i primi piani, l’uso della prospettiva, la tecnica pittorica, il realismo dei ritratti...
La Natività (f. 51v) è una delle scene notturne più impressionanti mai viste su un libro d’ore. I raggi soprannaturali della stella di Betlemme illuminano magicamente un’immagine che trasmette un chiaro messaggio teologico. Il talento del maestro Jean Bourdichon eccelle di nuovo nella scena che rappresenta la fuga verso l’Egitto (f. 76v), dove la luce, l’atmosfera, il fondo scuro delle montagne rocciose ricorda la Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci. Il gioco di luci ed ombre nella notte stellata è anche magistrale nella scena del bacio di Giuda (f. 227v); le lampade e le torce guidano lo sguardo dello spettatore in modo da non fargli perdere nessun dettaglio di questo triste episodio.
Bourdichon mette in risalto la luminosità intrigante dei suoi colori applicando pennellate delicate d’oro. In questo modo il pittore risalta i vestiti, le armature, i capelli, le ali degli angeli...
È da segnalare anche l’inusuale originalità del calendario, che non si limita a piccole scene marginali ma che include anche dipinti a tutta pagina interrotti dal testo incorniciato, sul quale si trova il segno zodiacale di ogni mese. Questo procedimento sembra non essere stato utilizzato nella miniatura francese prima di Jean Bourdichon, eccetto che in due manoscritti.
L’erbario senza paragoni che appare ai bordi dei fogli con testo, converte questo manoscritto in un libro d’ore ineguagliabile. I bordi di questo codice rivelano un trattato di botanica che include più di 330 piante, con i loro nomi scientifici in latino, nella parte superiore dell’immagine, e il nome popolare in francese nella parte inferiore. Quest’erbario vero e proprio è inoltre popolato da insetti e piccoli animali che, coi loro vivi colori, accentuano la bellezza e l’originalità d’ogni miniatura. Si tratta, quindi, di due codici in uno: un libro spirituale per il raccoglimento e la preghiera e un’enciclopedia naturale, un libro d’ore e un trattato di botanica.
Il maestro Bourdichon fu pittore di corte di Luigi XI, Carlo VIII, Luigi XII e Francesco I, e i suoi dipinti costituiscono un chiaro progresso dal gotico verso il rinascimento.
Dopo la morte della duchessa di Bretagna nel 1514, il suo Gran Libro d’Ore incantò Luigi XIV, che lo portò alla sala delle curiosità, al palazzo di Versailles. La sua bellezza conquistò poi Napoleone III, che lo fece esporre al Museo dei Sovrani del Louvre, dal 1852 al 1872. Oggi è uno dei gioielli più preziosi della Bibliothèque nationale de France. Non per niente, gli storici dell’arte considerano il Gran Libro d’Ore d’Anna di Bretagna uno dei libri d’ore più eccezionali mai esistiti.