Il 26 Aprile 1342, Pietro il Cerimonioso chiede a sua moglie, la regina Maria di Navarra, che gli invii il prima possibile, da Valenzia, il bellissimo Libro d’Ore dipinto da Ferrer Bassa (oras pulcriores... quas depinxit Pferrarius Bassa). Questo documento mostra l’ammirazione (falta che, no?) per quest’opera d’arte eccezionale che viene da lontano e non era esclusiva del Re che, per via della sua meticolosità, gusto per il dettaglio e per il suo perfezionismo, venne chiamato il Cerimonioso.
Il Libro d’Ore della regina Maria di Navarra è stato considerato il primo rappresentante, precoce ed affascinante, dell’internazionalismo della cultura. Alla lussuosa ed abbondante illustrazione si unisce la ricchezza del contenuto liturgico, con funzioni quasi esclusive, come le ore in onore del suo ascendente diretto, san Luigi.
Nel Libro d’Ore di Maria di Navarra trova speciale risalto il trattamento dello spazio e l’uso di tonalità ricche e delicate. Caratteristica determinante dell’artista è il modo di ritrarre il viso dei personaggi, con il naso appuntito e dritto, lo sguardo penetrante, tipologia che durerà per molti anni nella pittura dei territori della Corona d’Aragona.
Le scene dipinte in questo magnifico manoscritto mettono in evidenza l’influenza senese di ammorbidire il linguaggio plastico imposto da Giotto, di introdurre la musicalità e la vitalità del disegno gotico: le forme più soavi, le composizioni più armoniche.
I dettagli intimisti e familiari, uniti alla grande sensualità usata nella rappresentazione delle materie, fanno di questo codice, il preferito di Pietro il Cerimonioso, l’opera culmine di Ferrer Bassa, la sua opera maestra, l’apice della sua arte. L’esempio perfetto di come l’artista usa in modo eclettico e personale diverse influenze e, senza farsi segnare da nessuna di esse, forgia uno stile personale, originale e inconfondibile.
Il Libro delle Ore di Maria di Navarra ha anche l’onore di essere stato il primo libro d’ore dipinto nella Penisola Iberica.