Questo trattato è una traduzione persiana del Kokaśāstra, che contiene la descrizione dei quattro tipi di donna e indica i giorni e le ore durante le quali ognuna è più propensa all’amore.
L’autore cita gli scritti che ha consultato, anche se questi non sono sopravvissuti fino ai giorni nostri.
Nell’India musulmana furono scritti numerosi testi sulla sessuologia. Molti includevano prescrizioni sui diversi problemi riguardo a questo tema, o nello specifico, sull’aumento della virilità. L’interesse per questo argomento è uno dei motivi per cui gli autori mussulmani prestavano attenzione alle fonti indiane. Il testo in sanscrito, considerato la fonte principale delle traduzioni persiane sulla sessuologia indiana, è chiamato Kokaśāstra (o Ratirahasya) – nome derivato da quello del suo autore, Pandit Kokkoka – titolo che avrebbe condizionato la denominazione data a tutti i trattati di questo genere. Probabilmente il Kokaśāstra non fu l’unico testo di questa tipologia che pervenne per mano di autori musulmani. Spesso alle traduzioni in persiano si attribuiva il nome di Lazzat al-nisâ. L’opera di Pandit Kokkoka includeva un capitolo dedicato ai rimedi e le prescrizioni, tema ricorrente nelle traduzioni persiane.