Atlante Universale

Biblioteca Nazionale di Russia, San Pietroburgo




Data: 1565
Misure: ± 294 x 451 mm
40 pagine, 19 cartine a doppia pagina
Rilegatura in pelle marrone, astuccio in pelle
Volume di commento a colori (334 pag.), a cura di Alfredo Pinheiro Marques (University of Coimbra, Director of the "Centro do Estudos do Mar- CEMAR") e Ludmila Kildushevskaya (National Library of Russia).
«Quasi-originale», edizione prima, unica ed irripetibile, limitata a 987 esemplari autentificati con atto notarile.
ISBN: 978-84-88526-62-5

Data: 1565
Misure: ± 294 x 451 mm
40 pagine, 19 cartine a doppia pagina
Rilegatura in pelle marrone, astuccio in pelle
Volume di commento a colori (334 pag.), a cura di Alfredo Pinheiro Marques (University of Coimbra, Director of the "Centro do Estudos do Mar- CEMAR") e Ludmila Kildushevskaya (National Library of Russia).
«Quasi-originale», edizione prima, unica ed irripetibile, limitata a 987 esemplari autentificati con atto notarile.
ISBN: 978-84-88526-62-5




Volume di commento

Atlante Universale Biblioteca Nazionale di Russia, San Pietroburgo


Formato: 230 x 330 mm
Pagine: 336
Illustrazioni: 164
Lingua: Inglese/Portoghese
ISBN: 978-84-88526-63-2

SOMMARIO:

Preface
Jorge Sampaio (former president of  the portuguese Republic)

From the editor to the reader??

The Portuguese cartography in the era of discoveries
Alfredo Pinheiro Marques (University of Coimbra, Director of the "Centro do Estudos do Mar- CEMAR")?

The Universal Atlas of Diogo Homem
Ludmila Kildushevskaya (National Library of Russia)

Bibliography






Descrizione

Atlante Universale Biblioteca Nazionale di Russia, San Pietroburgo


La cartografia nautica portoghese del XVI secolo fu apprezzata non solo per i nuovi elementi relativi alla navigazione astronomica (elementi che i portoghesi stavano introducendo nelle carte idrografiche del tipo carta portolana) ma anche per l’estensione geografica straordinariamente amplia che abbracciavano.

Ciò è comprensibile se teniamo in considerazione il fatto che i portoghesi, pionieri delle scoperte geografiche fin dal XV secolo, erano gli unici che già dagli inizi del XVI secolo navigavano contemporaneamente attraverso l’Oceano Indiano, l’America, la Cina, il Brasile, il Giappone, l’Africa e l’Indonesia, cioè su tutti i mari del mondo.

La metà del XVI secolo segna un’epoca che coincide, praticamente, col momento in cui finisce il ciclo delle scoperte geografiche più significative. Il pianeta era quindi conosciuto dagli europei come lo è oggi, con l’eccezione di alcune zone demograficamente meno importanti. Non a caso questo ciclo decisivo nella storia delle scoperte coincide con un ciclo altrettanto importante nella storia della cartografia. Inoltre, in ambedue fu essenziale l’influenza portoghese.

L’opera cartografica di Diogo Homem (il più prolifico dei cartografi portoghesi) rappresenta l’esempio più emblematico del valore eccezionale della cartografia nautica prodotta nell’occidente iberico nel XVI secolo. Il bellissimo atlante di Diogo Homem, datato 1565, verrà sempre considerato come una delle realizzazioni più brillanti di questa cartografia.



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