La Carta di Cristoforo Colombo, Mappamondo

Bibliothèque Nationale de France, Parigi




Segnatura: Res. GE. AA. 562
Misure: 680 x 1.100 mm
Data: c. 1492
Volume di commento (236 pag.), a cura di José Luis Comellas (Universidad de Sevilla).
«Quasi-originale», edizione prima, unica ed irripetibile, limitata a 987 esemplari autentificati con atto notarile.
ISBN: 978-84-88526-16-8


Segnatura: Res. GE. AA. 562
Misure: 680 x 1.100 mm
Data: c. 1492
Volume di commento (236 pag.), a cura di José Luis Comellas (Universidad de Sevilla).
«Quasi-originale», edizione prima, unica ed irripetibile, limitata a 987 esemplari autentificati con atto notarile.
ISBN: 978-84-88526-16-8


Miniature
La Carta di Cristoforo Colombo, Mappamondo
Bibliothèque Nationale de France, Parigi




Volume di commento

La Carta di Cristoforo Colombo, Mappamondo Bibliothèque Nationale de France, Parigi


Contenidos:

Prefacio

Introducción

La navegación y el conocimiento del mundo

El arte de hacer mapas y cartas

Análisis gráfico e historia del mapa atribuido a Colón

Análisis cartológico

Descripción y análisis del portulano

La esfera celeste y la esfera terrestre. El mapamundi??

El autor del mapa

Epílogo
José Luis Comellas (Catedrático de la Universidad
de Sevilla)

ISBN: 978-84-88526-16-8






Descrizione

La Carta di Cristoforo Colombo, Mappamondo Bibliothèque Nationale de France, Parigi


Nel 1924, Charles de la Roncière, storico francese specialista in cartografia, attribuì a Cristoforo Colombo una carta portolana che da allora è stata oggetto di dibattiti e discussioni.

La carta nautica mostra il classico disegno dell’area mediterranea, completato con la costa atlantica, estesa dal sud della Scandinavia fino alla foce del fiume Congo. Contiene una nomenclatura completa in special modo di tutta la costa africana, zona dove si pensa che Colombo fece almeno un viaggio con i portoghesi. Include, ad Est, il Mar Nero e il Mar Rosso. Verso Ovest appaiono una serie di isole, alcune reali ed altre immaginarie, dall’Artico fino al Golfo di Guinea.

Nella parte lunga della pergamena c’è un piccolo mappamondo circolare il cui centro è Gerusalemme, circondato da anelli celestiali che simbolizzano il concetto geocentrico dell’universo. Non è molto frequente trovare una mappa pratica di navigazione giustapposto a un piano cosmografico. Una delle note latine che lo accompagnano indica che il mappamondo, nonostante il disegno piatto, deve essere considerato in modo sferico. Tramite la presentazione della Terra in questo maniera, si osserva il carattere di transizione delle mappe dal Medioevo al Rinascimento.

Dalla bandiera spagnola su Granada si deduce che la mappa fu completata dopo il gennaio 1492, dopo la conquista della città musulmana da parte dei Re Cattolici. Non esiste in questa mappa l’intenzione di mostrare le nuove scoperte che si fecero dal 1493 in avanti, come succede col planisfero di Juan de la Cosa (1500), e nelle mappe posteriori. Quindi la mappa fu realizzata all’inizio del 1492.



We use private and third party cookies to improve our services by analyzing your browsing habits. If you continue to browse, we consider that you accept its use. Learn more x