Libro della Felicità

f. 77r, La moschea degli Omayyadi di Damasco. Libro della Felicitá (Matali’ al-sa’adet)
Manoscritto turco ottomano del 1582, Suppl. turc 242 - Bibliothèque Nationale de France, Parigi

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f. 77r, La moschea degli Omayyadi di Damasco

Un altro edificio meraviglioso, conosciuto dai mussulmani di tutto il mondo, era la moschea degli Omayyadi di Damasco, dipinta difronte al faro di Alessandria. La moschea fu una delle prime fatiche architettoniche della prima dinastia dell’epoca islamica, quella degli Omayyadi (c. 650-751), che trasferì la capitale nell’antica città di Damasco e costruì la sua moschea del venerdì sopra un tempio cristiano già esistente. La moschea è famosa soprattutto per gli straordinari mosaici del suo cortile, probabilmente opera degli artisti bizantini assoldati dalla giovane dinastia per la loro maggiore abilità, come poc’anzi era accaduto per la cupola della Roccia di Gerusalemme. Un anonimo arabo del XV secolo la descrive come “uno dei quattro edifici più famosi del mondo. Le sue mura sono dipinte e le sue colonne sono ricoperte di gemme, oro e pietre preziose dai colori meravigliosi”. Tuttavia, anche se il pittore ottomano conosceva la fama della moschea degli Omayyadi, è evidente che non sapeva nulla del suo aspetto. Dipinse l’immagine consueta di una moschea ottomana del XVI secolo, anche se molto stilizzata e in prospettiva totalmente frontale, con una cupola centrale, cupole più piccole nei livelli inferiori, minareti appuntiti ed un portico d’ingresso. Un dettaglio curioso è la presenza di un muezzin in ognuno dei due minareti, pronto per l’invito alla preghiera.

Stefano Carboni
The Metropolitan Museum of Art
Conservatore allegato del Dpto. di Arte islamico

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