Taj Mahal

Il Taj Mahal è il simbolo splendente di un amore che voleva essere più forte della morte, e allo stesso tempo il riflesso imponente dell’onnipotenza del Gran Mogol, Shâh Jahân, che ne ordinò la costruzione, nel 1632, come sepoltura di Mumtâz Mahal, seconda moglie dell’imperatore e madre di quattordici dei suoi figli. Oltre al romanticismo della storia, a Shâh Jahân corrisponde l’aver fatto della morte della sposa un simbolo di bellezza, e l’aver dato all’India e al mondo intero il più celebre mausoleo.
Architetti, artisti e lapidari unirono le loro tradizioni (Timor, India, Europa) per erigere quest’opera unica, la cui realizzazione durò undici anni (1623-1643). “Sul marmo hanno seminato fiori di pietra che, col loro colore e il loro profumo, superano i fiori veri.” A queste incrostazioni, paragonabili alle pietre dure di Firenze (48 varietà di pietre semi-preziose), bisogna aggiungere lo squisito virtuosismo calligrafico delle citazioni dal Corano, in marmo nero, che contribuiscono a fare del Taj Mahal un mausoleo fuori dal comune.

Taj Mahal



Il Taj Mahal è il simbolo splendente di un amore che voleva essere più forte della morte, e allo stesso tempo il riflesso imponente dell’onnipotenza del Gran Mogol, Shâh Jahân, che ne ordinò la costruzione, nel 1632, come sepoltura di Mumtâz Mahal, seconda moglie dell’imperatore e madre di quattordici dei suoi figli. Oltre al romanticismo della storia, a Shâh Jahân corrisponde l’aver fatto della morte della sposa un simbolo di bellezza, e l’aver dato all’India e al mondo intero il più celebre mausoleo.
Architetti, artisti e lapidari unirono le loro tradizioni (Timor, India, Europa) per erigere quest’opera unica, la cui realizzazione durò undici anni (1623-1643). “Sul marmo hanno seminato fiori di pietra che, col loro colore e il loro profumo, superano i fiori veri.” A queste incrostazioni, paragonabili alle pietre dure di Firenze (48 varietà di pietre semi-preziose), bisogna aggiungere lo squisito virtuosismo calligrafico delle citazioni dal Corano, in marmo nero, che contribuiscono a fare del Taj Mahal un mausoleo fuori dal comune.


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Il Taj Mahal è il simbolo splendente di un amore che voleva essere più forte della morte, e allo stesso tempo il riflesso imponente dell’onnipotenza del Gran Mogol, Shâh Jahân, che ne ordinò la costruzione, nel 1632, come sepoltura di Mumtâz Mahal, seconda moglie dell’imperatore e madre di quattordici dei suoi figli. Oltre al romanticismo della storia, a Shâh Jahân corrisponde l’aver fatto della morte della sposa un simbolo di bellezza, e l’aver dato all’India e al mondo intero il più celebre mausoleo.
Architetti, artisti e lapidari unirono le loro tradizioni (Timor, India, Europa) per erigere quest’opera unica, la cui realizzazione durò undici anni (1623-1643). “Sul marmo hanno seminato fiori di pietra che, col loro colore e il loro profumo, superano i fiori veri.” A queste incrostazioni, paragonabili alle pietre dure di Firenze (48 varietà di pietre semi-preziose), bisogna aggiungere lo squisito virtuosismo calligrafico delle citazioni dal Corano, in marmo nero, che contribuiscono a fare del Taj Mahal un mausoleo fuori dal comune.

Caratteristiche

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Formato: 260 x 300 mm
Pagine: 240
Illustrazioni: 158, 4 dittici
Lingua: spagnolo
ISBN: 978-84-88526-01-4

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